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Storia

Gli Incontri (agli albori della loro casata detti Incontrini) sono una famiglia marchesale originaria di Volterra, città di cui furono per secoli tra i principali patrizi. Teodorico fu il probabile capostipite della casata morto nell’890 in piena era carolingia

Da Volterra, i vari rami familiari si trasferirono in più parti della Toscana (Siena, Pistoia), il principale si fermò a Firenze.

Prima che gli Incontri si diramassero nelle varie città della regione, svariati suoi appartenenti attribuirono grande fama al casato grazie a importanti imprese militari come quelle di Antonio Incontri che, tra il 1260 e il ’70, prese parte a epocali battaglie come quella di Montaperti e quelle contro i ghibellini di Manfredi e Corradino di Svezia. Resero la famiglia, il cui motto era Virtus Fortunae comes, ( La Virtù è compagna della Fortuna) ancor più degna d’onore alcuni suoi esponenti eccelsi sia nel campo letterario che in quello giuridico ed ecclesiastico.

In seguito alla crisi dei latifondi che colpì l’intera Toscana, verso la fine del 1500, gli ultimi discendenti del ramo principale degli Incontri, Attilio e Agnolo, lasciarono Volterra per trasferirsi definitivamente a Firenze, già prestigiosa capitale del Granducato, stabilendosi in un palazzo in via Dei Pescioni.

Attilio sposò in prime nozze Costanza figlia di Paolo Vinta, segretario di Ferdinando I e di Porzia Incontri e, in seconde nozze nel 1610, impalmò Lisabetta di Filippo Von Stein dei baroni del Sacro Romano Impero, cameriera maggiore della granduchessa Maria Maddalena d’Austria. Nel 1622 Attilio fondò il priorato stefaniano d’Austria fu gentiluomo di camera di Cosimo II e coppiere della granduchessa Maria Maddalena d’Austria ma non tralasciò le proprie origini volterrane edificando in quella città un palazzo e la cappella di famiglia nel Duomo. Il figlio Lodovico, avuto dalla prima moglie, fu cavaliere di Santo Stefano e ministro in Spagna dal 1648, poi prelato spedalingo di Santa Maria Nuova e promotore della costruzione del Palazzo Incontri di Firenze, siamo ai primi del XVII° secolo. Accorto e abile diplomatico, fu capace di tessere saldi legami tra la corte medicea e i sovrani di Spagna. Dalla seconda moglie nacque Ferdinando scudiero e maggiordomo maggiore dei granduchi Ferdinando II e Cosimo III. Il 30 Ottobre del 1665, Ferdinando II gli concesse il titolo di marchese sui feudi di Monteverdi e Canneto. Ferdinando, marito di Laura di Vincenzo Alamanni, prosegui la discendenza con i figli Lodovico, inviato straordinario alla Corte Cattolica nel 1695, e Michelangiolo che assunse il titolo di secondo marchese. Questo ultimo sposò Settimia del conte Bardi e da lei ebbe un altro Ferdinando che fu nel 1757 sovrintendente dei Monti, nel 1768 consigliere di stato e marito di Francesca Maria del conte Francesco Zefferini. Dopo la prematura morte del figlio Michelangiolo , Ferdinando agevolò le nozze della figlia Maria Costanza con Giovanni di Jacopo Antonio Incontri del ramo volterrano della famiglia al quale lasciò il marchesato, ma il figlio di Giovanni destinato ad avere discendenza fu Lodovico avuto dalla seconda moglie, Anna di Lamberto Frescobaldi,. Questi sposò Clementina del marchese Turinetti di Prié, dama di corte, deceduta nel 1839, che riacquistò alla famiglia il Palazzo Incontri di Firenze che era passato ai Pandolfini attraverso il matrimonio di Maria Settimia di Ferdinando con Roberto.

Importante fu il ruolo svolto dagli Incontri in seno alla Santa Romana Chiesa; mentre Carlo Filippo ricoprì la carica di Vescovo di Arezzo, con Francesco Gaetano (esponente del ramo senese) si toccarono i vertici gerarchici ecclesiastici: da Vescovo di Pescia il prelato fu nominato addirittura Arcivescovo della città del giglio, celebrando tra l’altro, nel 1743, i solenni funerali dell’Elettrice Palatina, l’ultima rappresentante di casa Medici.

La sfilza degli alti esponenti della casata portanti l’abito talare proseguì con Giuseppe Gaetano, Vescovo di Volterra per un buon mezzo secolo, in pieno Ottocento.

Nel 1784 gli Incontri espansero i propri possessi immobiliari nei dintorni di Firenze: l’8 Ottobre acquistarono da una pia istituzione religiosa una villa immersa nel verde della collina di Careggi, a poca distanza dalla rinomata Villa Medicea.

E’ questa l’odierna Villa Incontri, ubicata nell’omonima via che scende dai colli sulla Bolognese fino a toccare la città.

Non si fermarono le acquisizioni degli Incontri nelle amene località attorno a Firenze: la prestigiosa Villa La Pietra, sulla Bolognese, divenne loro proprietà per qualche tempo, prima di esser ceduta a Lord Acton.

Per ciò che riguarda i negotia di famiglia in città, nel 1887 venne inaugurata la facciata moderna della cattedrale di Santa Maria del fiore: su di essa compaiono, accanto a quelli degli altri mecenati che sovvenzionarono i lavori, anche i nomi di Carlo e Lodovico Incontri.

Entriamo ormai nel XX° secolo, quello che maggiormente lega la nobile famiglia alla sua proprietà situata sulle pendici careggine.( Careggi)

La strada su cui si affaccia la Villa porta il nome di via Incontri dal 1871 (prima si chiamava via del Quintero), in omaggio alla casata più illustre lì residente.

La Villa, ceduta dagli Incontri nel 1878, dopo 104 anni di possesso, fu nuovamente unita alle sorti di famiglia nel 1942 quando, in pieno periodo bellico, venne riacquistata dal marchese Roberto, che la lasciò poi in eredità al fratello Carlo Lodovico.

Con Roberto in vita, i due fratelli provvidero assieme a sostanziosi lavori di restauro, durati fino all’inizio degli anni ’60.

L’odierno proprietario della Villa, il marchese Roberto, figlio di Carlo Lodovico scomparso nel 1975, ha trovato nel suo piccolo Carlo Lodovico, nato nel 2010, l’erede naturale preposto al perpetuarsi della nobile casata, assieme alle sorelle Lucrezia, Lavinia e Rebecca.